Culpa in vigilando anche al di fuori della scuola
A proposito di bullismo e di responsabilità che attiene alla scuola, una recente sentenza ha confermato il criterio della “presenza attiva” per cui, se non dimostrata con comportamenti certificati, gli insegnanti possono essere citati per “culpa in vigilando” (art 2048 Codice civile).
Alla base della sentenza il fatto di un ragazzo quindicenne pestato fuori dalla scuola. In prima battuta, il MIUR è stato condannato a risarcire la famiglia con 12.000€ con la motivazione che “per mesi, durante le lezioni il corpo docenti non ha tutelato la vittima, evitando che il bullo la dileggiasse, umiliandola e minacciandola di morte. La sottovalutazione delle aggressioni da parte del preside dell’istituto e dei suoi insegnati rappresenta un caso di culpa in vigilando.” I giudici argomentano la decisione sostenendo che “se il ragazzo aveva potuto perseguitare indisturbata la vittima, finanche durante lo svolgimento delle lezioni, era evidente che presso l’istituto scolastico non era stata esercitata nessuna vigilanza sugli studenti degna di essere definita tale.”
Adesso toccherà alla Corte dei Conti di valutare se la culpa in vigilando contestata configuri un danno all’erario e all’immagine dell’istituto. Qualora la risposta fosse positiva, il ministero potrà rivalersi sul corpo docenti.
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